Peste Suina Africana, enorme problema sanitario, impatto sugli allevamenti ovini

Peste Suina Africana, enorme problema sanitario, impatto sugli allevamenti ovini

Per parlare dell’attuale ed enorme problema sanitario ed agro-zootecnico causato dalla Peste Suina Africana, dobbiamo fare qualche premessa: tale epidemia in corso ha ricadute devastanti su moltissime filiere produttive, non solo su quella dei suini, ma anche su quella venatoria e dei tartufi, danneggia ovviamente tutto l’indotto che sta alle spalle di questi importanti settori.

Va fatto notare che -come in ogni ecosistema ed habitat- quando c’è sovrappopolazione di una qualsiasi delle componenti del gruppo trofico in analisi, le epidemie partono e diventano devastanti.

Non è un caso che la presenza di troppe volpi ha fatto ritornare negli ultimi anni il cimurro (pressochè assente da decenni in Italia) ed ora, la proliferazione infestante dei “suidi” -perchè parlare di cinghiali è ormai utopico, dati i meticciamenti costanti degli ultimi 25 anni almeno- ha portato questo flagello ad assommarsi alle già critiche difficoltà del settore ovino da carne.

In riferimento a quanto sta succedendo in varie regioni italiane a causa del diffondersi della PSA, farò un brevissima panoramica dei provvedimenti che alcune regioni del nord hanno già reso effettivi, nello specifico parliamo di Emilia Romagna, Piemonte, Liguria e Lombardia.

Leggendo le ordinanze una affianco all’altra, si notano tre approccio gradualmente differenti, dal più rigido al più libero.

Regione Emilia Romagna (con l’Ordinanza n. 3 del 11/01/2022) e Regione Piemonte (con l’Ordinanza n. 3 del 12/01/2022) sembrano sorvolare la questione pascolo e movimento ovini ed altri animali da reddito, concentrandosi sui suini (maiali, cinghiali ed ibridi che siano) e sul settore caccia e cani.

Regione Liguria (con l’Ordinanza n. 4 del 19/01/2022) punta anche lei su cani e suini, e per il bestiame al pascolo permette il movimento su strade asfaltate e in fondi agricoli di proprietà, come a tentare di limitare in parte il contagio su terreni demaniali e pubblici.

Regione Lombardia (con l’Ordinanza n. 859 del 21/01/2022) conferma anch’essa il fermo di attività venatori, cinofile e di raccolta di tartufi, funghi ecc, ed in più blocca esplicitamente il pascolo vagante, senza se e senza ma.

Viene da chiedersi come mai queste differenze o se in realtà siamo noi che non abbiamo capito il significato delle ordinanze; altra domanda è la seguente: considerando che le regioni in questione sono confinanti e che i numerosi branchi di suini selvatici non rispettano certo ordinanze nè confini provinciali e regionali, come è pensabile che provvedimenti così disomogenei riescano ad essere efficaci? E’ impensabile che nell’arco di poche decine di km un pastore si trovi a poter o non poter pascolare senza che di fatto poi questo tipo di restrizioni siano realmente impattanti sulla diffusione della PSA.

E’ plausibile pensare che le maggiori restrizioni siano anche imputabili all’evoluzione avvenuta nel corso dei giorni trascorsi tra la prima, datata 11/01/22 e l’ultima, datata 21/01/22 e sicuramente dal Decreto Ministeriale n. 1195 pubblicato il 18/01/22 dome all’articolo 2 comma 1, b), cito testualmente: “regolamentazione dell’attività venatoria e delle altre attività all’aperto di natura agro-silvopastorale limitando al massimo il disturbo ai suini selvatici col fine di ridurne la mobilità”.

Tutte hanno come termine di applicazione il 31 gennaio, attendiamo per vedere risultati e sviluppi in merito.

Per consultare le ordinanze:
2022 0111 Ordinanza Emilia Romagna n. 3-2022
2022 0112 Ordinanza Piemonte n. 3-2022
2022 0119 Ordinanza Liguria n. 4-2022
2022 0121 Ordinanza Lombardia n. 859

Mappa restrizioni peste suina africana

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